CHIUSA PER LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE
Domenica e festivi ore 11.00
Nella festa del Ss. Nome di Maria il 12 settembre
Sante Messe ore 08.30, 09.30, 10.30 e 18.30.
Che frase meravigliosa c'è nel Vangelo di oggi: "Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio".
Ma in questa parabola accade qualcos'altro di incomprensibile. Il Vangelo dice che il banchetto è stato indetto, ma gli invitati non vengono. Non viene nessuno. Neanche un cane.
Allora arriva un secondo invito urgente. "Tutto è pronto. Venite alle nozze". Ma gli invitati preferiscono la normale giornata lavorativa, la vita di tutti i giorni: uno va al suo campo, l'altro al suo mestiere. Ognuno va per la sua strada: non c'è tempo per il pranzo del re.
Ma la storia peggiora sempre di più. I servi mandati una seconda volta vengono maltrattati, alcuni addirittura uccisi. Il re allora si arrabbia molto e dà fuoco a tutta la città.
La storia continua. Il re dice: "Il banchetto è pronto, ma gli ospiti non erano degni. Allora andate ai crocicchi e invitate alle nozze chiunque troviate lì.
Ecco qui c’è un termine che è erroneamente tradotto con “crocicchi”, cioè incroci delle strade. Non è così. Il termine adoperato dall’evangelista è importante: è un termine greco (dišxodoj) che indica la fine delle strade urbane, là dove iniziano i sentieri. Quindi i servi devono uscire dalla città e raggiungere i confini del regno, le periferie, come spesso diceva Papa Francesco. L’annunzio del regno ormai non è soltanto per la città, ma è ovunque.
I suoi servi vanno per le strade e portano tutta la gente, sia cattivi che buoni, dice il Vangelo, nominando prima i cattivi e poi i buoni.
Forse reagiamo di nuovo con una certa incomprensione, perché anche i cattivi possono venire alla festa?
Conosciamo bene questa reazione: "Mi impegno tanto, cerco di essere un buon cristiano, ma non ottengo nulla in cambio". Al contrario, se c'è qualcuno che ha sfortuna con la salute, la famiglia, il lavoro e così via, quello sono io. E quelli che vivono solo di rendita, quelli che non si preoccupano di Dio e dei comandamenti, hanno tutte le fortune". È una lamentela che conosciamo tutti, e forse vive anche in noi stessi.
Ma non è così che funziona. Dio fa splendere il sole per tutti e la pioggia che rende fertile la terra non si ferma al campo del non credente. In fondo, Dio invita tutti al suo pranzo, e ognuno è libero di accettare o meno.