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Sabato e prefestivi ore 19.00
Domenica e festivi ore 09.00 (estivo)
CHIUSA PER LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE
Domenica e festivi ore 19.30 (estivo)
Nella festa del Ss. Nome di Maria il 12 settembre
Sante Messe ore 08.30, 09.30, 10.30 e 18.30.
E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa”. Qui bisogna andare alla lingua originale perché le traduzioni purtroppo non ci danno il significato e non è difficile andare alla lingua originale.
Nella lingua italiana, purtroppo, la traduzione “tu sei Pietro e su questa pietra costruirò la mia chiesa” ha fatto credere come se Pietro e pietra fossero il maschile e il femminile di uno stesso nome. Ma in greco c’è la stessa differenza, tanto per dare un’idea, come nella lingua italiana tra il “porto” e la “porta”: si assomigliano, ma porto e porta non sono il maschile e il femminile dello stesso nome, sono due realtà completamente differenti. Ecco, nella lingua greca questa differenza c’è, nelle traduzioni italiane non c’è.
Allora, Gesù dice “tu sei un mattone, il primo mattone; su questa roccia, che sono io, che è Gesù o la fede in Gesù, costruiamo la mia comunità”. Nel Nuovo Testamento, che la roccia sia Gesù Cristo e che la chiesa non sia costruita su Simone ma che la chiesa sia costruita su Gesù Cristo è una verità che tutti i testi del Nuovo Testamento ci danno.
Nella Lettera agli Efesini (Ef 2, 20‐22) Paolo dice «siete stati edificati sul fondamento degli apostoli e dei profeti essendo Cristo Gesù stesso la pietra angolare sulla quale l’edificio intero, ben collegato insieme, si va innalzando». Quindi la roccia, la pietra sulla quale si costruisce la comunità di Gesù, questa roccia che non si può scalfire, è Gesù o Dio, poi ognuno di noi è chiamato, come Pietro, ad essere le pietre per costruire questa comunità.
Gli dice Gesù «a te darò le chiavi del regno dei cieli». Attenzione, “regno dei cieli” è un’espressione che si trova quasi esclusivamente nel vangelo di Matteo, non per indicare l’aldilà, ma per indicare la comunità cristiana. Sapete che gli ebrei avevano timore di pronunciare il nome di Dio ed evitavano persino di scriverlo, allora, al posto di Dio usavano dei sostituti. “Regno dei cieli”, nel vangelo di Matteo, non significa mai l’aldilà, la vita dopo la morte, ma significa sempre “il regno di Dio”, cioè la comunità che vive e cerca di vivere l’amore di Dio.
Nell’iconografia classica, san Pietro viene rappresentato con le chiavi. Cosa sono queste chiavi? Le chiavi per entrare nel Paradiso? Niente di più inesatto.
Ma cosa significa dare le chiavi a qualcuno? Ebbene, nella scrittura, nella mentalità biblica, chi teneva le chiavi di un palazzo o di una città era il responsabile della sicurezza di coloro che stavano dentro. Allora Gesù, dando a Pietro le chiavi della comunità cristiana, lo rende il responsabile della sicurezza e della vita di quanti abitano lì dentro.
«E qualsiasi cosa…», adesso ci aspetteremmo, gli ha dato le chiavi, “tutto quello che aprirai sarà aperto e tutto quello che chiuderai sarà chiuso”, invece Gesù non parla di aprire e chiudere, stranamente dice «qualsiasi cosa legherai sulla terra sarà legata nei cieli». Ricordo che “nei cieli” non significa l’aldilà, ma significa “in Dio”. «E qualsiasi cosa scioglierai sulla terra sarà sciolta nei cieli».
Legare e sciogliere sono due verbi che appartengono al linguaggio rabbinico e significa l’autorità di insegnamento della dottrina.
Quindi Gesù autorizza Simone, che lo ha riconosciuto come Dio vivificante, di comunicare questo annunzio di un Dio che trasmette vita. Questo significa legare e sciogliere.
Quello che Gesù ha detto a Simone non è esclusivo suo, poco più avanti, qualche capitolo dopo, Gesù dirà a tutti i discepoli «tutto quello che legherete sulla terra sarà legato nei cieli e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto», quindi è una responsabilità di tutti i credenti di trasmettere l’autentico messaggio di Gesù.