Lunedì - Venerdì ore 19.00
Sabato e prefestivi ore 19.00
Domenica e festivi ore 09.00 (estivo)
CHIUSA PER LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE
Domenica e festivi ore 19.30 (estivo)
Nella festa del Ss. Nome di Maria il 12 settembre
Sante Messe ore 08.30, 09.30, 10.30 e 18.30.
Quanti fanatici difensori della fede hanno ucciso, condannato, fatto guerre per estirpare il male. "Lasciate che entrambi crescano insieme fino al raccolto", dice il Signore al servo che vuole togliere le erbacce.
Il bene e il male, vuole dire la parabola, sono molto difficili da distinguere. Sul bene e sul male, dice l'esperienza spirituale delle persone, ci si può sbagliare completamente, forse per tutta la vita. Perché la divisione tra bene e male attraversa il cuore dell'uomo.
Durante la sua vita terrena, Gesù si è deliberatamente rifiutato di condannare i peccatori in modo assoluto, di annoverarli tra le erbacce. Ha mangiato con i peccatori e gli esattori delle tasse e ha detto: "Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati".
Non c’è santo senza passato né peccatore senza futuro. Basta rispondere all’invito con il cuore umile e sincero. La Chiesa non è una comunità di perfetti, ma di discepoli in cammino, che seguono il Signore perché si riconoscono peccatori e bisognosi del suo perdono.
Perciò, quell'unica parola di Gesù vale più dell'oro: lasciate che entrambi crescano insieme verso il raccolto.
La vita è sempre e ovunque ambigua, ambigua, sole e ombra, bianco e nero, puro e impuro, crepuscolo-luce e crepuscolo-buio.
Nessuna istituzione, nessuna comunità, nessuna Organizzazione può sfuggire a questo. Dobbiamo accettarlo perché così è la vita.
Questo è ciò che ci dice oggi Gesù. E Gesù ha ragione! Egli conosce gli esseri umani, conosce i nostri cuori, i nostri sogni, le nostre intenzioni: non siamo mai solo grano e mai solo erbaccia. Il bene e il male si trovano entrambi nel nostro cuore.
Lascia che entrambi crescano insieme fino al raccolto. Dovremo imparare ad avere questa pazienza con noi stessi, con gli altri, con la Chiesa e con il mondo.
Gesù non nega la necessità di separare il bene dal male, ma annuncia che non spetta agli uomini (per fortuna...) e neppure lo farà lui.
Non siamo noi uomini i chiamati a fare da mietitori, ma gli angeli (Mt 13,39). “L'uomo non è né angelo né bestia e disgrazia vuole che chi vuol essere un angelo finisce per far la bestia” (Blaise Pascal)!
E' veramente difficile accettare la nostra realtà umana dove le zizzanie si rivelano talmente forti e radicate che, chi si concentra per sradicarle, rischia di sradicare anche il grano.
Gesù non si circonderà di perfettini. Persone e istituzioni, «proprio perché sono umane, sono anche limitate. Dobbiamo superare la tentazione del giudizio, e amare questa Chiesa, non quella dei nostri sogni, quella in cui viviamo, con cui ogni domenica spezziamo il pane e ascoltiamo la Parola.